Il dolore psicologico: le parole per dirlo

Il dolore psicologico: le parole per dirlo

Non è che se ne parli tanto.

Forse perché avvicinarsi mentalmente al dolore psicologico comporta di per sé una quota di dispiacere.

Anche il linguaggio sembra adeguarsi alla rimozione di massa che riguarda l’argomento: non ci sono modi di dire, né definizioni di uso comune.

Eppure il dolore psicologico appartiene ad ogni persona.

Declinata al maschile o al femminile, adulta o minore, ogni persona fa i conti con questa esperienza.

Da bambini si cerca una strategia per adattarsi.

Da ragazzi si cerca un modo per ribellarsi.

Da adulti si incastona il dolore nel proprio mondo interno.

Si può massificare un argomento simile? Certamente no.

E’ chiaro che ogni persona ha la sua misura di dolore psicologico.

La sua storia.

Il suo modo di funzionare.

Ma c’è un elemento che trasversalmente accomuna: portarsi appresso il dolore psicologico come una consuetudine e, preferibilmente, non contattarlo emotivamente.

Eppure se si riesce a tollerare che essere normali vuole dire avere una quota di dolore psicologico più o meno grande, allora si aprono orizzonti più che interessanti.

Come la competenza emotiva nei confronti di sé stessi.

E degli altri.

Come l’etica delle relazioni.

Si parla di questo nel terzo incontro con Danila Ghiano, sabato 8 aprile 2017, ore 14,30, studio di psicoterapia Rewind&Partners, via f.lli Carle 4, Torino.

Per informazioni e iscrizioni  tel. 3484446277