L’ascolto nella relazione con l’altro

L’ascolto nella relazione con l’altro

Cosa vuole entrare in relazione con l’altro?

Se pensiamo che voglia dire raccogliere dati oggettivi come ad esempio il curriculum vitae, allora ci basta il nostro bagaglio cognitivo.

Se invece per entrare in relazione intendiamo conoscere l’altro nella sua soggettività, magari in un contesto valutativo, allora il nostro bagaglio cognitivo non ci basta.

Di cosa abbiamo bisogno? Di noi stessi.

Della capacità che ciascuno di noi possiede in maniera innata o acquisita. L’empatia.

Per empatia intendiamo un atteggiamento di accettazione acritica?

Di apertura incondizionata?

Di rinuncia al raggiungimento di obbiettivi?

No.

Facciamo riferimento all’unica risorsa utile per andare in esplorazione della soggettività dell’altro, rimanendo noi stessi con posizione, ruolo e mandato ben chiari nella mente.

L’empatia è la posizione emotiva che permette di tuffarsi nel flusso continuo dei campi  relazionali con una risorsa preziosissima: il contatto con le nostre emozioni e la consapevolezza del nostro modo di funzionare.

In questo modo possiamo raggiungere l’altro senza sovrapporci, senza blandirlo, senza temerlo, senza sedurlo, senza squalificarlo, senza confonderlo, senza usarlo.

Tutelando noi stessi e l’altro.

Garantendo a noi e all’altro un ascolto qualificato, attento e rispettoso.

L’ascolto empatico è una cosa che si improvvisa?

No.

L’empatia è una risorsa che alcune persone posseggono istintivamente, ma l’ascolto empatico è una risorsa che si acquisisce con una formazione specifica.