Persone che amano troppo

Persone che amano troppo

Cosa vuole dire amare troppo?

In genere significa soffrire molto più di quanto è lecito.

Chi ama troppo si sente inadeguato, disorientato, usato, arrabbiato, disperato, solo.

E si sente profondamente coinvolto con una persona speciale.

Si potrebbe obiettare che l’altro è sempre speciale quando si ama.

E’ vero, ma chi ama troppo percepisce l’altro come qualcuno di assolutamente unico, infinitamente desiderabile, indescrivibilmente prezioso.

Si tratta di una percezione realistica?

No, è qualcosa che mette l’altro su un piedistallo molto alto, illuminato da una luce fortissima che non lascia vedere i chiaroscuri.

Chi ama troppo vede l’altro come qualcuno di così speciale che la sua sola esistenza genera una polarizzazione tra chi ha più o meno merito, più o meno risorsa, più o meno importanza.

E sempre, invariabilmente, chi ama troppo si colloca nella parte di chi vale di meno.

Perché questo accade?

Perché chi ama troppo porta con sé una parte interna che non solo giudica severamente, ma  squalifica e corrode l’autostima.

Chi ama troppo ha scelto di avere una parte interna così distruttiva?

No, perché si è strutturata sulla base delle esperienze della sua vita al di là della consapevolezza.

Può fare finta di niente e ignorarla?

No, questa parte funziona al di là delle scelte razionali.

Questa parte interna ha il potere di far sentire insignificanti, poco desiderabili, opachi tanto quanto l’altro sembra in gamba, interessante, luminoso.

In una trappola come questa, chi ama troppo deve sperare di mantenere la relazione con l’altro così come un pianeta deve mantenere l’orbita attorno al sole se vuole avere vita.

Non c’è parità, non c’è giustizia in questo gioco.

Chi ama troppo è sempre una persona sensibile e intelligente, perfettamente in grado di fare esami di realtà.

Anche se riluttante, presto o tardi dovrà fare i conti con i limiti dell’altro, a volte drammaticamente evidenti.

Servirà questo a cambiare qualcosa?

La risposta è no.

Una parte di chi ama troppo potrà odiare l’altro, ma la propaganda interna continuerà a presentare la relazione con l’altro come qualcosa di ineliminabile.

Chi ama troppo è sempre disposto a capire l’altro, a scusarlo, a trovare spiegazioni razionali per i suoi comportamenti incongrui, così come è pronto ad attribuire a sé stesso le responsabilità e le colpe.

Senza rendersene conto, chi ama troppo cerca di controllare l’altro.

E’ un obbiettivo realistico?

No, ma è un’illusione alla quale chi ama troppo non può rinunciare.

Spostare ogni volta di una tacca il limite di quanto si è disposti a sopportare è l’unico disperato modo per continuare a giocare una partita che non si potrà mai vincere.

Con la sensazione di non poter smettere.

Di non dover smettere.

C’è una via d’uscita?

Sì.

Passando attraverso la propria storia, mettendo insieme i pezzi del passato e del presente, di quello che si sente dentro e di quello che accade fuori, di quello che è chiuso in un cassetto e di quello che circola liberamente nei pensieri.

Con qualcuno che prenda tutto questo molto sul serio e si allei apertamente con quella parte che vuole smettere di soffrire, pur amando con tutta l’anima.