Terapia E.M.D.R.

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L’ EMDR è uno strumento di dialogo tra le psicoterapie; è un approccio che usato all’interno di un piano terapeutico globale ne integra le potenzialità.
L’EMDR è utilizzato nella terapia delle persone che sono state esposte a eventi al di fuori della consueta esperienza umana come disastri naturali quali terremoti e inondazioni, e ancora disastri provocati dall’uomo quali incidenti, torture ma è utilizzato nei piccoli e grandi traumi dell’infanzia, nei disturbi psicologici conseguenti ad eventi stressanti quali i conflitti coniugali, il lutto, le perdite finanziarie.

L’EMDR è una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione ritmica destro/sinistra, come i tamburellamenti sui palmi delle mani, per trattare disturbi legati direttamente a esperienze passate e a disagi presenti. La stimolazione fisiologica sembra attivare il sistema innato di elaborazione dell’informazione e sembra altresì legato ai meccanismi inerenti l’immagazzinamento della memoria.

Il protocollo EMDR è costituito da otto fasi integrate; dopo la valutazione dell’idoneità del soggetto al trattamento si identificano, gli eventi della storia di vita del paziente che hanno contribuito al disagio attuale.

Con la terapia EMDR si lavora sul passato, sul presente e sul futuro.

Durante i set di stimolazione il soggetto rivive molti elementi del ricordo da cui si è partiti ma possono associarsi anche altri ricordi.

Nella seconda e terza fase, di preparazione e di assessment, sono fornite al paziente informazioni sul processo terapeutico e si procede all’identificazione di un target da cui iniziare il lavoro terapeutico. Si identificano le sensazioni corporee associate ai pensieri e alle emozioni disturbanti.

La quarta fase, detta di desensibilizzazione, si concentra sulla riduzione del disagio del paziente utilizzando i movimenti oculari in set ripetuti di durata e frequenza variabili. La desensibilizzazione è in realtà una conseguenza della rielaborazione e ha luogo lungo tutto l’arco del trattamento. I pazienti riferiscono le loro esperienze in termini di modificazioni di immagini, suoni, sensazioni, emozioni.

Nella quinta fase vengono consolidate le cognizioni positive.

Nella sesta fase, scansione corporea, il paziente effettua un’esplorazione delle proprie sensazioni corporee. Secondo il modello dell’Elaborazione Accelerata dell’Informazione esiste infatti una correlazione fra determinate sensazioni fisiche e processi cognitivi. La fase di scansione corporea è completata quando il paziente, esplorando mentalmente il proprio corpo, non avverte tensioni residue o altre sensazioni spiacevoli. emergere successivamente alla seduta.

Nelle ultime due fasi di chiusura si valuta la condizione generale del paziente e si forniscono istruzioni relative all’uso di un diario, in cui potrà annotare l’eventuale materiale emergente tra una seduta e la successiva.

Al termine delle varie fasi di una seduta di EMDR, i ricordi disturbanti hanno subito un’alterazione. L’immagine si è modificata nei contenuti e nel modo in cui si presenta, i pensieri intrusivi in genere sono attenuati, arrivando o possono scomparire, le cognizioni del paziente diventano più adattive, le emozioni e sensazioni fisiche legate al trauma perdono di intensità. Il soggetto ha la sensazione che il ricordo dell’evento sia parte del passato. Altri effetti positivi sono molto comuni, come un miglioramento nella prestazione, nell’atteggiamento, nello stato dell’umore e l’auto valutazione.

Non si può definire a priori un numero di sedute EMDR, il numero è variabile in funzione del tipo di problema, della storia di vita del soggetto e della sintomatologia attuale.

 

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