Consulenza psicologica per adulti e adolescenti

La consulenza psicologica fornita da Rewind & Partners può avere una durata che va dai tre ai sei incontri, ed ha quattro scopi fondamentali.

  • Il primo scopo è permettere alla persona di conoscere la psicoterapeuta con la quale ha fissato un appuntamento, individuo assolutamente sconosciuto fino ad allora, per verificare se è una persona con la quale ci si sente bene ed a proprio agio. Questo è un passaggio da non sottovalutare, poiché la psicoterapeuta, sia pure con un lungo bagaglio di studi, di psicoterapia personale e di esperienza clinica, è una persona con una identità ed un certo modo di fare, che non può e non deve piacere a tutti. Ogni persona deve avere modo di crearsi un’opinione personale della sua interlocutrice, sulla base della quale operare scelte autonome.
  • Il secondo scopo della consulenza psicologica è l’ascolto dei motivi che hanno portato la persona a chiedere un appuntamento. Si tratta di un ascolto speciale, che va oltre la possibilità di conoscere i dati di realtà. Infatti, i due interlocutori fanno attenzione a che cosa prova la persona nel presente, in relazione alla condizione che descrive. La psicoterapeuta si mette nei panni della persona che le sta di fronte, perché solo così può veramente capire cosa le sta dicendo. Questo non significa che la psicoterapeuta si faccia travolgere dalle emozioni e perda di vista il suo ruolo, anzi proprio il contrario: testimonia al suo interlocutore la sua vicinanza emotiva e prende molto sul serio quello che l’altro ha da dire, restando una persona di riferimento, che non agisce altro se non la sua disponibilità a condividere ed a capire i contenuti di chi è venuto a parlare con lei.
  • Il terzo scopo della consulenza psicologica è costruire un’alleanza tra la persona che ha richiesto la consulenza e la psicoterapeuta, per fare delle ipotesi circa le cause che determinano la sofferenza. La psicoterapeuta non si mette nella posizione di chi ha il sapere in tasca e lo elargisce a chi non ce l’ha, fornendo diagnosi tanto vuote quanto inutili, mentre invece si mette su un piano di equivalenza con il suo interlocutore, sia pure con i ruoli ben diversi e chiari di psicoterapeuta e paziente. Il paziente non è un soggetto passivo, che delega all’altra l’onore e l’onere di prendersi cura di sé stesso, bensì è il protagonista di un lavoro di ascolto e di parola che lo riguarda in prima persona. La consultazione si struttura come un luogo dove due persone, ognuna con un ruolo ed una definizione ben precisi, riflettono insieme su argomenti fondamentali come: quali sono i sintomi, che cosa provocano, che senso hanno nella vita presente e passata, come si sono strutturati, a cosa servono.
  • Il quarto scopo è capire se e come attuare un progetto di cambiamento. La consultazione non deve necessariamente portare ad un intervento psicoterapeutico, poiché le variabili in gioco sono numerose e vanno prese in considerazione molto seriamente. Per esempio, a volte non emerge una vera necessità di un intervento psicoterapeutico, altre volte emerge il bisogno di un intervento che esula dall’ambito psicologico, come ad esempio quello legale. Altre volte invece l’intervento sarebbe necessario ma manca alla persona la motivazione a mettersi in discussione. Nel caso che le indicazioni terapeutiche, le risorse emotive e la disponibilità convergano verso un intervento psicoterapeutico, è necessario riflettere a quale di strumento di cura è utile fare riferimento, in relazione al tipo di disagio, agli obiettivi, al contesto.

Per fare un esempio, poniamo che nella consulenza psicologica emerga il bisogno di una persona di affrontare il conflitto con il coniuge. Se si riscontrano la motivazione e le risorse emotive necessarie, non solo del paziente ma anche del partner, allora l’indicazione terapeutica può andare verso una psicoterapia di coppia, un percorso che accomuna entrambi i componenti in un lavoro di conoscenza sia dei motivi che generano il conflitto, sia del modo per superarli.

Se invece nella consultazione si delinea l’inutilità o l’impossibilità di una psicoterapia di coppia, questa persona può accedere ad una psicoterapia individuale, con lo scopo di fare esperienza diretta dei sentimenti coinvolti nel conflitto, prenderne contatto attraverso la relazione con la psicoterapeuta, comprenderne l’origine e soprattutto le conseguenze, con lo scopo di superare i comportamenti penalizzanti e recuperare la capacità di essere sé stesso, da solo o in coppia.

Oltre alla psicoterapia psicodinamica individuale ed alla psicoterapia psicodinamica di coppia, Rewind & Partners conduce sia a Pinerolo, sia a Torino gruppi psicoterapeutici con pazienti che soffrono di depressione, stati d’ansia, attacchi di panico e disturbi psicosomatici.

Inoltre vengono condotte psicoterapie brevi, ad orientamento psicodinamico, mirate ad affrontare problemi contingenti ed urgenti nel presente, come un lutto improvviso, un insuccesso scolastico o professionale, una separazione conflittuale.

Non da ultimo forniamo ai genitori un intervento di coaching, finalizzato a favorire le capacità empatiche dei genitori nei confronti di loro stessi e dei loro figli, per potenziare le loro capacità e mettere in discussione i comportamenti disfunzionali.

Rewind & Partners opera in struttura di rete con associazioni ed enti no profit del territorio, oltre che con psichiatri, medici ed avvocati di riferimento.