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La paura: non mettiamola in un angolo

La paura gronda dalle trame di film e libri, dalle trasmissioni televisive, dai videogiochi.

Questo rende le persone capaci di maneggiarla? No.

La comunicazione di massa suscita la paura con vicende collocate in un altrove che rassicura e intorpidisce.

I sentimenti provati sono autentici, ma sono destinati a depositarsi in un angolo di mondo interno quando si chiude il libro giallo o si cambia canale.

Con leggero ma innegabile sollievo.

Ma i sentimenti lasciati in un angolo aiutano a vivere una vita di relazioni nel qui ed ora? No.

Nel qui ed ora ci sono paure che hanno un nome e un volto: la paura di non essere all’altezza per citarne una tra le più corrosive.

Nel qui ed ora c’è la paura specializzata nel suscitare l’angoscia senza nome, quella che fa sentire in pericolo, con una minaccia tanto vaga quanto letale, senza alcuna possibilità di controllo.

La paura fa parte del mestiere di vivere? Sì.

In certi casi fa soffrire molto? Sì.

Si può maneggiare senza esserne travolti? Sì.

Si parla di questo nel secondo incontro con Danila Ghiano, sabato 1 aprile 2017, ore 14,30, studio di psicoterapia Rewind&Partners, Torino.

Per iscrizioni  tel. 3484446277