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Perché mio figlio non studia?

Perché mio figlio non studia?

Per rispondere a questa domanda occorre calarsi nelle realtà unica ed irripetibile di quel figlio e di quella famiglia: questo è l’unico modo per comprendere gli eventi ed operare un cambiamento.
Vorremmo proporre una semplice riflessione sulle cause più comuni di insuccesso scolastico, chiedendo a chi legge di tollerare la necessaria generalizzazione.

La scuola sbagliata
Spesso i ragazzi non studiano perché si trovano nella scuola sbagliata, alle prese con lo studio di materie che non appartengono al loro modo di funzionare.
Non voglio entrare nel merito del problema relativo allo stile di insegnamento, che troppo spesso si limita a riversare sullo studente una valanga di nozioni senza alcuna attenzione per la relazione educativa, mentre invece vorrei sottolineare il fatto che spesso i ragazzi sbagliano la scelta della scuola superiore, e per molti motivi fanno fatica ad accorgersene.
Accade di frequente che i genitori, il più delle volte inconsapevolmente, orientino i figli verso un particolare tipo di scuola mitizzata dalle credenze famigliari : in questi casi il ragazzo apparentemente è uno studente ma in realtà è un messia caricato di compiti tanto stritolanti quanto inespressi, come ad esempio compiere gli studi classici che sono stati preclusi ai genitori. Per ragazzi come questi l’insuccesso scolastico esprime  da una parte la protesta per essere usati come oggetti di riscatto e dall’altra il bisogno di essere riconosciuti come persone capaci di autonomia.

Il gruppo dei pari
Può succedere che la scelta della scuola sia influenzata dai compagni: in questo caso non prevalgono le figure infantili di riferimento, i genitori, bensì quelle preadolescenziali, gli amici. Perciò il criterio di scelta è l’appartenenza al gruppo, vissuto come rifugio e talismano contro la solitudine ed il senso di inadeguatezza. Purtroppo in alcuni casi il gruppo di amici-compagni di classe può evolvere verso forme perverse tipiche del clan o della setta e l’insuccesso scolastico, quando si verifica, testimonia il bisogno non solo di poter frequentare una scuola più adeguata alle proprie inclinazioni personali, bensì di uscire da una situazione ingabbiante di sudditanza ed asservimento.

Gli eventi traumatici
A volte i ragazzi incominciano ad avere problemi di rendimento per eventi traumatici che avvengono a scuola,ad insaputa dei genitori: possono essere vittime di bullismo, od aver assistito ad atti di bullismo su terzi, oppure essere vittime di abusi da parte di un professore. I ragazzi vittime di abusi tendono a sentirsi loro stessi colpevoli e tendono a non parlare per la paura di non essere creduti, di essere colpevolizzati dagli adulti oppure, spesso, perché sono stati minacciati di ritorsione. In questi casi l’insuccesso scolastico è una richiesta d’aiuto e di attenzione, oltre che la comunicazione di una sofferenza inesprimibile con le parole.
In alcuni casi l’insuccesso scolastico è la conseguenza di eventi che si verificano all’interno della famiglia o nella vita di relazione, come ad esempio la morte di un genitore o di una persona cara, oppure la separazione dei genitori, oppure un incidente stradale con gravi lesioni fisiche.
Questi accadimenti possono diventare particolarmente traumatici quando si verificano in epoca adolescenziale,  poiché gli inevitabili sentimenti  di perdita e di abbandono (di una persona, dell’unità della coppia dei genitori, dell’integrità fisica)  vanno ad accrescere i vissuti di solitudine, tristezza, colpa ed inadeguatezza che i ragazzi sperimentano normalmente, in quanto adolescenti.

La depressione in adolescenza
Molti adulti sono in grado di ricordare tali sentimenti provati da giovani, quando la missione evolutiva era impellente, vitale: diventare autonomi, indipendenti, trovare la propria strada ed il proprio stile, diverso da quello dei genitori, ma con la paura di non farcela, o di ritrovarsi da soli, o di fare del male ai propri genitori.
Succede spesso che in alcuni ragazzi, per motivi molto seri,  questi vissuti assumano dimensioni depressive, con sentimenti di pesante perdita di senso delle cose e con la conseguente incapacità di amare: su questi scenari l’insuccesso scolastico diventa il segnale di un disagio corrosivo, invasivo, da decodificare con urgenza.
Del resto non ci deve stupire che un ragazzo depresso sia anche un ragazzo con dei problemi di apprendimento, poiché è dimostrato che livelli anche modesti di esperienza depressiva siano in grado di inibire l’attività cognitiva legata all’apprendimento.

Cosa fare
In ogni caso, è di fondamentale importanza che i genitori che hanno a che fare con ragazzi che non studiano trovino in sé le risorse per chiedersi che cosa stia succedendo nel percorso evolutivo dei figli, rinunciando ad  atteggiamenti colpevolizzanti nei confronti sia dei ragazzi  sia di loro stessi, tollerando la necessità di chiedere aiuto ad un esperto che li accompagni nel lavoro di ascolto e di comprensione di ciò che sta accadendo.
L’insuccesso scolastico è sempre un segnale d’allarme che veicola una implicita richiesta d’aiuto: se i genitori decodificano il segnale, hanno una formidabile occasione per dare una mano a loro stessi ed ai loro figli, garantendo a tutti un modo migliore di stare insieme e di progettare il futuro.